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7 giorni di gioco del silenzio di una maggioranza in tilt

18 Giugno 2025

L’arroganza con cui il sindaco ha dichiarato di voler andare avanti anche dopo il sondaggio del Gruppo NEM che ha visto il 73% di NO all’opera ha meritato la risposta forte della manifestazione di venerdì 13 giugno, quando tante e tanti siete accorsi a far sentire (e anche cantare!) il nostro dissenso sotto il palazzo...

L’arroganza con cui il sindaco ha dichiarato di voler andare avanti anche dopo il sondaggio del Gruppo NEM che ha visto il 73% di NO all’opera ha meritato la risposta forte della manifestazione di venerdì 13 giugno, quando tante e tanti siete accorsi a far sentire (e anche cantare!) il nostro dissenso sotto il palazzo del Comune. 

Le sedute d’aula delle scorse settimane sono state caratterizzate dal mutismo assoluto della maggioranza, salvo poi rompere il silenzio con offensive dichiarazioni a mezzo stampa che attribuivano la contrarietà all’opera al fatto che la cittadinanza fosse malinformata. Un atteggiamento contradditorio, considerando che mai la maggioranza ha saputo né voluto spiegare le ragioni a favore del progetto. Tuttavia, abbiamo deciso di offrire l’opportunità ai consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione, di venire a spiegare le loro ragioni, pro o contro il progetto, alla città. Un format che abbiamo chiamato Ovo Voice: in piazza abbiamo messo a disposizione una cornice a forma di cabina con un microfono aperto a tutte le consigliere i consiglieri per esercitare il loro “minuto di trasparenza” scendendo in piazza a spiegare la loro posizione su Variante 12 e cabinovia. Presto pubblicheremo i video di chi ha voluto cogliere questa opportunità. Casualmente, il giorno prima della manifestazione il Piccolo pubblicava un articolo di Brancolini le cui parole finali (“Cari rappresentanti dei cittadini: chiedete la parola, prendete quel microfono e dite cosa pensate. Se vi è d’aiuto, per farlo, immaginate di rispondere a un sondaggio.”) sembrano unirsi al nostro appello per la trasparenza.

La discussione si prospetta ancora molto lunga, e l’opposizione sta facendo un ottimo lavoro entrando nel merito dei vulnus del progetto e difendendo i cittadini espropriandi e la città tutta dal via libera amministrativo che consentirebbe l’avvio delle fasi esecutive.

Riteniamo intollerabile ogni accusa di ostruzionismo. Le opposizioni stanno semplicemente svolgendo il loro ruolo con serietà e competenza. Il vero ostruzionismo è di chi non ha mai consentito un confronto aperto e trasparente sulle ragioni pro e contro un’opera tanto impattante. Vergognoso quanto insinuato dal primo cittadino, da esponenti della Giunta e dei partiti di maggioranza, che dopo cinque giornate di silenzio tombale hanno ben pensato di convocare una conferenza stampa anziché parlare nel luogo deputato alla discussione: l’Aula consiliare. Una mancanza di rispetto nei confronti del Consiglio e della città, che però non fa altro che rimarcare insicurezze e una debolezze nei confronti dell’opera, che hanno piena consapevolezza essere fortemente osteggiata dalla larga maggioranza della popolazione. Sul nervosismo pesa certamente anche l’ombra delle responsabilità amministrative oltre a quelle politiche.

Il che è stato reso ancora più evidente dalla sconcertante mozione relativamente all’allungamento del percorso fino a Monte Grisa. È sconcertante: mentre l’Aula era chiamata a valutare un atto proposto dalla Giunta, è stata contemporaneamente depositata una mozione, firmata da esponenti della medesima maggioranza, che modifica radicalmente lo stesso progetto. Un comportamento che ha dell’incredibile: come si può, con un atto, proporre di approvare un progetto e, nello stesso momento, con un altro atto politico, modificarne in profondità i presupposti, le direttrici e gli obiettivi? Questo cortocircuito istituzionale dimostra in modo lampante l’incoerenza e la totale mancanza di visione condivisa.

Sul prolungamento a Monte Grisa ci eravamo già espressi nel 2022, la prima volta che questa ipotesi era stata avanzata, denunciando l’aumento delle criticità e nessun reale vantaggio: maggior disboscamento, maggiori costi e un’infrastruttura ancora più esposta ai venti. Tirarla nuovamente fuori dal cappello è un’ammissione esplicita di quanto da sempre affermiamo: l’ovovia non è sostenibile economicamente ed è inutile ai fini trasportistici, la maggioranza ne è pienamente consapevole, e l’unico obiettivo era, fin dal principio, il turismo. Paradossale che questa ammissione avvenga con un atto politico messo nero su bianco in Consiglio si è conclusa la settima giornata in cui la maggioranza si ostina in un irrispettoso gioco del silenzio. 

È ormai conclamato che ci si trova di fronte a un progetto privo di qualunque ragionevolezza, oltre che di una visione coerente e condivisa. La città merita trasparenza, serietà e partecipazione reale. Chiediamo pertanto che l’Amministrazione ritiri la delibera e apra un confronto vero con cittadini, tecnici e istituzioni prima che sia troppo tardi. 

 

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