Il progetto della cabinovia a Trieste si è rivelato un caso emblematico di forzature amministrative, violazioni procedurali e dichiarazioni fuorvianti. Le scelte operate dal Comune e dalla Regione hanno sollevato dubbi sulla trasparenza del processo decisionale e sulla reale necessità dell’opera. Le Incongruenze della Giustificazione Il Comune ha giustificato la necessità della cabinovia per: Ridurre...
Il Caso Ovovia: Tra Scorrettezze e Errori Procedurali
Il progetto della cabinovia a Trieste si è rivelato un caso emblematico di forzature amministrative, violazioni procedurali e dichiarazioni fuorvianti. Le scelte operate dal Comune e dalla Regione hanno sollevato dubbi sulla trasparenza del processo decisionale e sulla reale necessità dell’opera.
Le Incongruenze della Giustificazione
Il Comune ha giustificato la necessità della cabinovia per:
- Ridurre la congestione del traffico, che attualmente non esiste;
- Migliorare la qualità dell’aria, nonostante soluzioni alternative come autobus elettrici siano più efficaci;
- Facilitare il transito di pendolari e turisti, già serviti da collegamenti esistenti.
Tuttavia, studi indipendenti e analisi esperte hanno evidenziato forzature nei dati presentati dal Comune per giustificare l’opera.
Violazioni Normative e Forzature Procedurali
Uno degli aspetti più critici è il tentativo di aggirare il divieto assoluto di costruzione in zona Natura 2000. Il Comune ha sostenuto un’interpretazione errata della normativa, affermando che il divieto riguardasse solo gli impianti sciistici. Solo dopo l’intervento dell’Avvocatura dello Stato, il progetto è stato ridimensionato.
Inoltre, la Regione ha concesso una deroga basandosi su un sub-procedimento confuso e mal gestito, con dati contestabili e un macroscopico errore di calcolo sulle emissioni di CO2, gonfiando il beneficio ambientale dell’opera.
L’Intervento del TAR e la Fuga in Avanti
Nonostante una sentenza del TAR abbia annullato il sub-procedimento di deroga, la Giunta Regionale ha comunque approvato il progetto, salvo poi revocarlo e ripresentarlo con procedure accelerate e pareri amministrativi inverosimilmente simili ai precedenti.
L’Utilizzo Distorto del PNRR
Il finanziamento PNRR è stato utilizzato come giustificazione per forzare le procedure:
- Il Comune ha approvato il progetto prima della Variante urbanistica;
- La Regione ha concesso la costruzione senza la necessaria base giuridica;
- Il referendum cittadino è stato negato con la motivazione, oggi dimostratasi infondata, che il PNRR lo rendesse incompatibile.
Espropri e Pressioni sui Proprietari
L’iter degli espropri è stato caotico e affrettato, con errori nelle notifiche e un impiego sproporzionato delle forze dell’ordine per imporre i sondaggi geologici nei terreni privati.
Conclusione
Il progetto della cabinovia è stato portato avanti con un susseguirsi di scorrettezze amministrative, interpretazioni forzate delle normative e pressioni indebite sugli enti di controllo. Con la perdita del finanziamento PNRR, le motivazioni iniziali crollano, rendendo ancora più incerta la sorte dell’opera.
Il Comune continuerà a insistere su un progetto giuridicamente instabile o prenderà atto delle sue falle procedurali?
In allegato il dossier. Dossier febb 2025_def

Loading...






































